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Quale frequenza cardiaca per il dimagrimento?

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Salve, il mio obiettivo è il dimagrimento. Prima praticavo sia tennis che corsa, arrivando alla fine della settimana piuttosto stanco. Ora effettuo 2-3 allenamenti di corsa e con il cardiofrequenzimetro riesco a controllare meglio lo sforzo tenendolo sotto la soglia anaerobica. Ho dovuto leggermi qualche informazione in merito ma ho ancora molti dubbi. Cerco di mantenere la frequenza cardiaca tra 120 e 130 bpm ma nelle istruzioni del mio frequenzimetro leggo che la zona giusta per perdere peso  è molto più bassa: nel mio caso è compresa tra 93 e 109 bpm quindi in verità non so come comportarmi
Emanuele
(ndR: Emanuele è un gifter molto attivo di 73 anni)


Risponde il Dott. Luca Speciani

Buongiorno, Emanuele,
in ottica di dimagrimento le pulsazioni non vanno assolutamente controllate. Se infatti è vero che nell’unità di tempo, a basse pulsazioni, il mix energetico zuccheri/grassi è più ricco di grassi, è anche vero che in ottica di segnale a noi interessa l’induzione a livello dell’ipotalamo di segnali di consumo che durino a lungo. Questi ultimi (con la mediazione di una molecola prodotta dal muscolo chiamata irisina) sono molto più forti quando il lavoro è svolto ad alta intensità.
Chi lavora a basse pulsazioni consuma dunque più grassi nell’ora di allenamento, ma l’induzione dura un paio d’ore. Se lavoro a intensità più alta, in quell’ora forse consumerò meno grassi, ma  avrò generato magari 24 ore di induzione ad un maggiore consumo che, alla lunga, mi farà consumare molti più grassi. Questo fatto è ignorato da molti trainer. Noi cerchiamo di ricordarcelo.
A presto e complimenti!

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