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Tecnosan 2014: intervista al Dott. Luca Speciani

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Da tempo dietaGIFT si è configurata come “alimentazione di segnale”. Sull’onda di questa impostazione si è fondata l’AMPAS (Associazione Medici per un’Alimentazione di Segnale) che riunisce professionisti di varie specializzazioni sanitarie, dando più ampio respiro a questa concezione.
Vi proponiamo un’intervista al dottor Luca Speciani, su alcuni temi relativi alla genetica ed all’alimentazione.
1) Dott. Speciani, il tema del suo corso verterà sulla medicina di segnale. Cosa si intende precisamente con questa definizione?
La medicina di segnale è una conseguenza naturale della comprensione della centralità dell’ipotalamo (una parte molto antica del nostro cervello) nella regolazione di tutte le più importanti funzioni metaboliche dell’organismo. L’ipotalamo riceve segnali dal corpo (interni) e dall’ambiente (esterni: alimentazione, temperatura, orario, movimento, fame, tossici ecc.), li elabora secondo una logica che per millenni ci ha preservato in salute, ed invia segnali operativi a tutti gli organi e apparati (tiroide, surrene, gonadi, digerente, osteomuscolare) per indirizzare secrezioni ormonali e comportamenti in linea con i suoi obiettivi di conservazione o di ripristino della salute. Una volta compreso che la regolazione ipotalamica è sempre volta a proteggerci, diventa chiaro che una forzatura farmacologica volta a imporre valori ormonali e pressori predefiniti o a sopprimere dei sintomi (spesso difensivi) non ha più senso. Ciò che serve al paziente è stimolare i meccanismi naturali di segnale per indurre una risposta che vada nella direzione di una guarigione permanente. Impostare una cura di questo genere richiede conoscenze importanti sia relative ai farmaci in uso e alle possibili alternative “non soppressive” sia relative alla potenza dei segnali ipotalamici di regolazione. Da qui l’esigenza di una maggior familiarizzazione con le dinamiche di segnale.
2) Genetica e nutrizione. A che punto siamo in Italia soprattutto con la diffusione della conoscenza di questa scienza?
Ogni anno che passa risulta sempre più chiaro come obesità e diabete (i due maggiori problemi medici legati alla nutrizione) siano influenzati dalla genetica in modo multifattoriale. La genetica viene spesso usata da chi è diabetico o in sovrappeso per un’accettazione acritica della situazione. I lavori scientifici più recenti dimostrano invece con chiarezza come sia necessario, per chi ha una genetica sfavorevole, difendersi attivamente con uno stile di vita protettivo. Genetica e comportamento si influenzano reciprocamente, e devono sempre essere tenuti entrambi in considerazione quando si affronti il problema con il paziente.
3) Quali sono le novità, se ci sono in merito?
Gli studi recenti sull’epigenetica hanno richiesto un notevole sforzo di comprensione, modificando il paradigma di Watson e Crick che recitava: “un gene, una proteina”. L’ambiente interno ed esterno (ecco ancora i segnali!) marca epigeneticamente intere regioni del DNA, modificando la trascrizione proteica in molti modi. Questo aggiornamento della disciplina richiede nuove conoscenze da parte degli operatori per tenere conto di questa realtà, che cambia anche, in parte, l’operatività del medico.
4) Attività sportiva, geni e controllo dell’alimentazione quanto incidono nella cura di patologie alimentari o metaboliche e quanto possono ridurre l’uso di farmaci?
La recente scoperta dell’irisina (una citochina di segnale secreta dal muscolo sotto sforzo) ha reso comprensibili alcuni fenomeni che toccavano gli sportivi ma non i sedentari. L’irisina induce infatti una migliore sensibilità insulinica, e uno spostamento delle trascrizioni nucleari di enzimi lipolitici. E dal punto di vista alimentare la più potente molecola metabolica di segnale, la leptina, induce risposte organiche specifiche in risposta ai nostri comportamenti alimentari. Capire queste dinamiche significa poter usare movimento fisico e alimentazione come potenti farmaci, riducendo l’uso di quelli “ordinari” in modo significativo. Forse proprio per questo i medici di segnale non sono particolarmente amati e supportati dalle aziende che producono farmaci.
5) Medicina di segnale e farmaci di segnale. Cosa si intende con questi ultimi?
Non esistono “farmaci di segnale”. Esiste un modo di interagire con il paziente che non si limita alla vecchia “linearità” sintomo/farmaco, tanto cara alle aziende. Utilizzare dinamiche di segnale, invece che logiche soppressive, significa lavorare a 360 gradi su alimentazione, stile di vita, psicologia, tenendo come obiettivo della terapia la guarigione vera (invece della soppressione del sintomo)

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