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Il cancro: una malattia da combattere ogni giorno

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Di Marina Toscani
L’uomo è l’unico animale a vivere l’atto di cibarsi non solo come una condizione necessaria alla sopravvivenza ma anche come un aspetto essenziale del benessere. L’importanza attribuita all’alimentazione trova magistrale rappresentazione nell’ideogramma cinese della parola “cibo” che risulta essere la combinazione del segno che significa “migliorare” e del segno “umano”.”
“Migliorare l’umano” tramite l’alimentazione sembra essere stata una preoccupazione anche della filosofia greca dal momento che la radice stessa del termine “dieta”, diaita, significa “arte di vivere”, la quale, secondo Epicuro, presupponeva la costante ricerca di un equilibrio che consentisse il massimo del piacere e della salute al tempo stesso.
wcrf-small.jpgLa preoccupazione dell’uomo però nei confronti di una sana alimentazione scaturisce spesso dalla consapevolezza del carattere precario dell’esistenza magari messa in discussione in seguito al presentarsi di una malattia. Esiste un rapporto privilegiato tra alimentazione e prevenzione: molte delle principali patologie che affliggono oggi la nostra societa’, tra cui diabete, malattie cardiovascolari e la sempre maggiore incidenza dei tumori, sono indubbiamente legate al nostro stile di vita. Chiaramente esistono diversi fattori ambientali, sociali, culturali che differenziano le diverse popolazioni ma la globalizzazione degli stili di vita sta uniformando l’incidenza dei tumori verso l’alto. Le stime elaborate dagli esperti di piu’ organismi internazionali diversi tra cui il World Research Found , corroborano l’ipotesi che oltre un terzo dei casi di cancro sia direttamente riconducibile ad un’alimentazione scorretta, solitamente contraddistinta da una carenza di prodotti di origine vegetale, come frutta e verdura, associata ad un uso eccessivo di grassi animali e di carboidrati raffinati.
Davanti al cancro spesso si tende ad assumere un atteggiamento fatalista. Eppure per combattere la malattia non c’e’ bisogno di aspettare che progredisca sino allo stadio in cui e’ necessario un trattamento medico importante ma e’ possibile lottare attivamente adottando una serie di comportamenti che consentano di contrastare lo sviluppo all’origine e di prevenirne in questo modo l’insorgenza. La maggior parte dei tumori maligni ha origine da cellule del tutto normali che hanno subito un “trauma”, un evento scatenante, quale virus, radiazioni o radicali liberi, che ne danneggiano il DNA e portano al manifestarsi di una devianza , una mutazione, che è trasmissibile anche per via ereditaria. Ereditarie o acquisite le cellule trasformate non sono ancora criminali ma sono solo potenzialmente in grado di diventarlo. Affinchè ciò accada le cellule precancerose per evolversi devono imparare a riprodursi senza aiuti esterni, eludere la sorveglianza del sistema immunitario e, soprattutto, acquisire una rete di vasi sanguigni, neovascolarizzazione o angiogenesi, che le garantisca il nutrimento e l’ossigeno indispensabili. Ed è proprio qui che entra in gioco l’alimentazione: appropriate scelte alimentari possono esercitare un’enorme influenza, creando un ambiente sfavorevole alla crescita, frustrando le cellule proprio nella loro ricerca delle caratteristiche necessarie per giungere allo stadio critico. Un’ottica di prevenzione presuppone necessariamente una profonda conoscenza dell’impatto dell’alimentazione sulla salute.
Il meccanismo eziologico comune a tutte queste patologie e’ da ricondurre ad una dieta ad alto impatto glicemico, quindi con uso di zuccheri, farine raffinate, amidi rapidamente digeribili, e ricca di grassi saturi, con abuso di carni rosse e latticini, e povera di semi ed altri alimenti integrali.
Si instaura cosi’ una resistenza insulinica che, con una conseguente iperinsulinemia basale e postprandiale, induce un aumento di secrezione di insulina e porta ad una crescente infiammazione. Conosciamo infatti la relazione tra resistenza insulinica e secrezione di resistina , l’adipochina dell’accumulo e dell’infiammazione, che viene secreta quando abusiamo di cibi troppo ricchi di zucchero. La conseguente infiammazione generalizzata attiva macrofagi e neutrofili che a loro volta secernono resistina, generando un circolo vizioso che porta a condizioni patologiche, quali anche il diabete. Quando però l’infiammazione diventa troppo intensa, o troppo prolungata, rischia di favorire la progressione del cancro. Allo stato attuale si stima che, su scala mondiale, un cancro su sei sia direttamente riconducuibile a stati infiammatori cronici. Le cellule tumorali secernono messaggi destinati a cellule infiammatorie circostanti, fattori proinfiammatori TNF, costringendole a rilasciare in quantità fattori di crescita ed enzimi che permettono alle prime di aprirsi un varco nella struttura dei tessuti. Tutti questi fattori, in condizioni normali, hanno lo scopo di accelerare la guarigione e ristabilire l’equilibrio dei tessuti danneggiati, ma per un microtumore che aspetta solo l’occasione per crescere , è manna piovuta dal cielo. Si assiste così all’instaurarsi di un vero circolo vizioso, nel quale i fattori di crescita prodotti dai macrofagi sono sfruttati dalle cellule tumorali per sopravvivere, progredire e , parallelamente, provocare l’emissione di molecole infiammatorie, favorendo in questo modo il reclutamento di ulteriori macrofagi.
L’insulina, ormone prodotto dal pancreas, ha quindi come compito principale quello di fare assorbire gli zuccheri dalle nostre cellule e mantenere un tasso costante di zucchero nel sangue.
Alla sua secrezione, specie quando ne viene liberata in grandi quantità, segue la liberazione del fattore di crescita insulino-simile: Insulin-like growth factor I (IGF-I) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare (quindi anche delle cellule tumorali) e aumenta la capacità della cellula tumorale di invadere i tessuti vicini; se ne evince l’estrema pericolosità, quindi, in caso di malattia già conclamata (tè zuccherato e biscotti + pasta bianca, cibo medio da ospedalizzazione!!!!!).
L’iperinsulinemia inoltre aumenta la disponibilita’ di ormoni sessuali e quindi, verosimilmente, lo sviluppo di tumori ormonodipendenti, promuovendo la sintesi ovarica di androgeni e inibendo la sintesi epatica di SHBG. Questa e’ una proteina prodotta dal fegato che modula la secrezione degli ormoni sessuali. La produzione della proteina SHBG e’ regolata soprattutto dall’insulina. Quanta piu’ insulina e’ presente nel sangue, e quindi di conseguenza tanti piu’ zuccheri complessi vengono assunti con l’alimentazione, tanto meno SHBG viene prodotta dal fegato .
L’insulina inoltre farebbe aumentare gli androgeni sia stimolando direttamente l’ovaio a produrli sia stimolando l’ipofisi a produrre l’ormone responsabile della produzione ovarica di androgeni, il cosiddetto LH. Gli ormoni sessuali vengono infatti prodotti dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali in seguito ad una stimolazione dell’asse iptalamo – ipofisario. Tanto più alto è il livello ematico della proteina SHGB tanto maggiore sarà il controllo esplicato sulla secrezione degli ormoni sessuali che, in condizioni patologiche di tumore mammario, per esempio, devono essere tenuti il piu’ basso possibile. Clinicamente e’ stato infatti dimostrato che le donne che hanno nel sangue alti livelli di androgeni ed estrogeni, pur essendo apparentemente normali, si ammalano maggiormente di tumore alla mammella.
Seguamo allora le raccomandazioni del WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro) del 2007 che trovano molte affinità con i dettami della dietaGift .
Innanzi tutto dobbiamo cercare di favorire, con una sana alimentazione, la calma insulinica.
Una persona che mangia alimenti molto raffinati ha picchi di glicemia nel sangue. L’insulina viene liberata di conseguenza in grandi quantità per evitare che il glucosio superi la soglia fisiologica.
In queste condizioni,però, il glucosio viene assorbito troppo velocemente e la persona nel giro di un’ora ha nuovamente fame, di zuccheri chiaramente. Lo zucchero per essere assorbito a livello intestinale necessita di sali minerali quali magnesio e calcio, pertanto se uno zucchero è raffinato (pasta e pane bianchi per esempio) l’organismo prende questi sali dai nostri depositi impoverendosi. Ne consegue, per esempio, una decalcificazione che è oltremodo elevata anche perché lo zucchero provoca acidificazione del sangue e se il sangue è troppo acido l’organismo utilizza il calcio delle ossa per farlo tornare al suo ph naturale (effetto tampone).
vegetaabe-hold.jpgpasta-brown.jpgDovremmo basare, quindi, la nostra alimentazione sull’utilizzo prevalente di cibi a basso indice ma soprattutto a basso carico glicemico , prediligendo alimenti di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati, quindi integrali, alternati magari a legumi e un ‘ampia varieta’ di verdure non amidacee e di frutta. Sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura che dovranno essere scelte in base al criterio della stagionalità e provenienti se possibile da coltivazioni biologiche per permettercene il consumo nella loro interezza. Spesso infatti sono presenti molecole ad azione battericida o fungicida nella buccia dove, nel caso della frutta in particolare, servono a proteggere l’integrità del materiale genetico presente nel seme, assicurando così la conservazione della specie. Il miglior esempio è quello del resveratrolo, presente nella buccia degli acini d’uva, una delle poche molecole d’origine alimentare a poter incidere simultaneamente sia prevenendo la comparsa di cellule tumorali, sia impedendo loro , una volta comparse, di giungere a maturazione. Anche il licopene, presenta nella buccia del pomodoro va a interferire con la crescita delle cellule precancerose prostatiche. E’ stato osservato che l’incidenza del cancro alla prostata è inferiore proprio nei paesi in cui è maggiore il consumo di piatti a base di pomodoro, come Italia, Spagna e Messico. L’ideale sarebbe che i pomodori venissero cotti e abbinati ad una materia grassa come l’olio di oliva, per esempio sotto forma di salsa. La cottura del pomodoro nel grasso aumenta la concentrazione di licopene e lo rende più assimilabile dalle cellule dell’organismo.
I vegetali inoltre sono ricchi di fitoestrogeni in grado di avere una debole azione ormonale in grado di modulare i segnali degli ormoni sessuali.
Possiamo classificare i fitoestrogeni in tre grandi gruppi chimici:
soybeans-small.jpgISOFLAVONI tipici della soia che contiene genisteina. Per contro, gli isoflavoni della soia non avrebbero gli stessi effetti benefici nelle donne già colpite da cancro al seno, che, anzi, ne devono consumare con la massima moderazione.
legumes.jpgLIGNANI di cui sono ricchissimi i semi di lino ma anche i cereali e i legumi. A questo proposito vorrei sottolineare come i semi di lino siano un’ottima fonte di acido linoleico, un grasso omega 3 che le cellule utilizzano per produrre le sostanze antinfiammatorie EPA e DHA. Eppure, per massimizzare i benefici, occorre ricordare che la conversione dell’acido linoleico in EPA e DHA è un fenomeno relativamente inutile, se l’apporto in omega 6 è eccessivo. Quest’ultimi infatti favoriscono l’instaurarsi di un ambiente infiammatorio propizio allo sviluppo del cancro.Dobbiamo ripristinare l’equilibrio tra le porzioni di questi due acidi grassi essenziali facendo uso di olio d’oliva in sostituzione di ogni altro grasso, facendo attenzione ad evitare in particolare l’olio di semi di mais o di girasole e sforzarsi di limitare il più possibile il consumo di alimentitrasformati e prodotti industrialmente.
cavolo.jpgINDOLI presenti nella famiglia delle crucifere cui appartengonoi cavoli e rape; queste verdure rivestono particolare importanza nella prevenzione grazie all’elevato contenuto di glucosinolati, molecole anticancerose molto potenti in grado di inibire il potenziale cancerogeno di tutta una serie di sostanze capaci di alterare il materiale genetico della cellula e di indurre un danno che condurrà successivamente al tumore. Stimolano quindi una maggiore eliminazione di tali sostanze e ciò risulta essere molto importante perché diverse forme oncologiche sono direttamente causate da un deficit di depurazione.
garlichead3.jpgUn’attenzione particolare va rivolta anche alle liliacee, cui appartengono aglio e cipolle, che contengono composti fitochimici che anch’essi accelerano l’espulsione delle sostanze cancerogene dall’organismo e che possono inoltre inibire lo sviluppo delle cellule tumorali costringendole all’autodistruzione, apoptosi.
berries.jpgAltri alimenti, come i frutti di bosco o il tè verde, contengono molecole, quali rispettivamente l’acido ellagico e epigallocatechina-3-gallato, in grado di impedire angiogenesi, processo in cui i microtumori acquisiscano una rete di vasi sanguigni indispensabile alla loro crescita. Non dimentichiamoci anche gli effetti benefici di un regolare consumo di agrumi che contengono grandi quantitativi di monoterpeni e flavanoni, il limonene. Secondo numerose ricerche è emerso che il loro consumo riduce della metà il rischio di sviluppare diversi tipi di tumore dell’apparato digerente (esofago, cavo orale, stomaco).
choco.jpgAnche il cioccolato, chiaramente fondente almeno al 70%, contiene alcuni polifenoli, le proantocianidine, in grado di impedire la progressione tumorale ostacolando l’attività di enzimi chiave coinvolti nella crescita delle cellule.
Inoltre tutte le verdure oltre ad essere piu’ o meno ricche di calcio, ci apportano vit k e varie vitamine del gruppo B tra cui B6, B12, acido folico che favoriscono la formazione delle principali proteine dell’osso, l’osteocalcina e il collagene.
Come evidenziato precedentemente, un adeguato consumo di frutta e verdura serve a tamponare l’elevata acidita’ del sangue che puo’ derivare anche da un’alimentazione in cui si abusi di alimenti proteici che contengono una quantita’ elevata di AA solforati quali metionina e cisteina. Per cui il sangue se risulta troppo acido, come già ricordato, obbliga l’organismo a reagire tamponando la maggiore acidita’ mediante la liberazione di sali basici che trova immediatamente disponibile dal calcio delle ossa. Le ossa, dunque, hanno anche l’importante funzione di mantenere l’equilibrio acido basico dell’organismo. Rimane consigliabile avere una dieta ricca di calcio ma meglio se non di provenienza casearia, o comunque seguendo la regola GIFT della rotazione. Il controllo delle intolleranze alimentari , allergie ritardate, può, inibendo il rilascio di istamina, bloccare processi infiammatori. Quando infatti mangiamo quotidianamente cibi per cui abbiamo una intolleranza, al nostro sistema immunitario non viene mai concessa una pausa disintossicante per eliminare l’eventuale eccesso di molecole infiammanti prodotte per reazione. La dieta di rotazione ci permette di alternare fasi di “pulizia “, in cui astenersi dall’alimento non tollerato, a fasi di “rieducazione” in cui si avrà un’assunzione controllata dell’alimento.Perciò, oltre ai latticini, tra le possibili alternative di alimenti ricchi di calcio troviamo il sesamo, le mandorle, i broccoli, tutti i cavoli, i legumi , i cereali integrali. Ma soprattutto muoviamoci, magari all’aria aperta per favorire il trofismo dei muscoli, la buona salute dell’osso e la sintesi della vitamina D da parte della pelle, grazie all’esposizione solare.
nature_running.jpgImpariamo quindi a mantenerci fisicamente attivi tutti i giorni: è sufficiente in pratica un impegno fisico pari a quello di una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno; man mano che ci si sentirà più in forma però sarà utile prolungare l’esercizio fisico fino ad un’ora o praticare uno sport piu’ impegnativo. Impariamo a spostarci per quanto ci e’ possibile a piedi abbandonando le abitudini che favoriscono sedentarietà e che sono la causa delle attuali malattie sociali. L’aumento della massa adiposa determina numerosi effetti secondari sulle funzioni dell’organismo in quanto le cellule dei tessuti adiposi, gli adipociti, non hanno soltanto la funzione di immagazzinare un surplus sotto forma di grasso ma in realtà sono molto attive e fungono da vera e propria ghiandola che secerne diversi tipi di messaggio ai tessuti circostanti. Per esempio in caso di intenso sforzo fisico gli adipociti producono acidi grassi per rifornire i muscoli di energia. Nell’obeso le unità sono sovraccariche con il risultato che la loro funzione si altera: gli adipociti secernono acidi grassi in eccesso il che costringe le cellule del fegato e dei muscoli a usare questi, e non gli zuccheri, per svolgere i loro normali compiti. Il minor utilizzo di zuccheri ha però numerose ripercussioni: il tasso di glicemia rimane elevato, malgrado l’innalzamento dei livelli di insulina, compare il fenomeno perciò di resistenza insulinica.
Bisogna assicurarsi, scegliendo un approccio di segnale come quello proposto da Dieta Gift, un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Prediligeremo quindi una dieta normocalorica che ci permetta un’adeguata attivazione dei corretti assi metabolici, leptino mediati, e normoproteica con varieta’ di assunzione di fonti proteiche di varia natura. Cercheremo di evitare un eccessivo consumo di carni rosse e conservate per le quali non si può dire che vi sia un limite sotto al quale probabilmente non vi sia rischio. Tali problemi nascono dall’utilizzo per la conservazione di additivi quali usati per la conservazione quali nitriti e nitrati di cui conosciamo la cancerogenità proveniente dalla liberazione delle nitrosammine.Per quanto riguarda le carni rosse l’attenzione va rivolta alla qualità dell’allevamento di provenienza che garantisca l’assenza dell’utilizzo di estrogeni, antibiotici, fitofarmaci usati sull’animale. Abbiamo visto prima quanto la calma ormonale sia importante da mantenere in un soggetto con tumore ormone sensibile.
Facciamo attenzione alla qualità di ciò che consumiamo imparando a leggere gli ingredienti elencati nelle etichette dei prodotti. Impariamo a lasciare sugli scaffali dei supermercati cibi particolarmente impoveriti di elementi nutritivi perché eccessivamente manipolati da processi industriali che li addizionano di addensanti, conservanti e sale. I cibi troppo salati possono sbilanciare, generando ritenzione idrica, il nostro equilibrio. Ricordiamoci che frutta e verdura sono un’importante fonte di acqua biologica che supporterà la nostra idratazione quotidiana.
Abbiamo camminato sulle pietre incendescenti
abbiamo risalito le cascate e le correnti
abbiamo attraversato gli oceani e i continenti
ci siamo abituati ai più grandi mutamenti
siamo stai pesci e poi rettili e mammiferi
abbiamo scoperto il fuoco e inventato i frigoriferi
abbiamo imparato a nuotare poi a correre
e poi a stare immobili
eppure ho questo vuoto tra lo stomaco e la gola
voragine incolmabile
tensione evolutiva
nessuno si disseta ingoiando la saliva
(Jovanotti –Tensione Evolutiva – 2012)

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