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Mamme GIFT. Alimentarsi in gravidanza, ed anche prima

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Di Cristina Martinengo e Luca Speciani

Chi propone un’alimentazione GIFT sa che il flusso costante e regolare di leptina da essa indotto può stimolare con forza l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (ovaie/testicoli), favorendo tutto ciò che è legato ad una sana fertilità.
Non è infrequente, infatti, che nostri pazienti di cui non conoscevamo la volontà di diventare genitori, dopo appena qualche mese di alimentazione GIFT di segnale (magari impostata semplicemente per dimagrire in salute) ci comunichino con gioia di essere in attesa di un bimbo, che magari cercavano senza successo da un paio d’anni.
Coincidenza? Non la si può escludere, naturalmente. Ma il fatto è talmente frequente da indurci ad una riflessione sul fatto che le scorrette abitudini alimentari siano spesso alla base della scarsa fertilità che affligge oggi l’uomo occidentale. E se una scarsa alimentazione può ritardare la gravidanza, ancora più importante è capire come prevenire problemi una volta che la gravidanza sia in corso.
La maternità può essere definita come il momento più bello e importante nella vita di una donna ma è forse al tempo stesso il periodo più difficile, sia da un punto di vista fisico, che psichico. Infatti sono tante le insidie, che si possono nascondere dietro una gravidanza apparentemente perfetta ed è quindi molto importante riconoscere in tempo i campanelli di allarme, al fine di prevenire patologie, che possono, nei casi più gravi, risultare pericolose per la vita stessa della madre e del feto.
Proviamo ad esempio a pensare all’eclampsia, una patologia rara e gravissima, che può comparire in gravidanza e che viene preceduta da una sindrome, che prende il nome di pre-eclampsia, caratterizzata da alcuni sintomi particolari:
– elevata pressione sanguigna
– presenza di proteine nelle urine
– gonfiori accentuati a piedi e gambe
– aumento di peso eccessivo
– emicranie persistenti
– sfocamento della vista, con la comparsa di lampi o macchie davanti agli occhi
– dolori all’alto addome
Tale patologia colpisce fino all’8-10% delle gestanti, di cui l’85% primipare; le categorie più a rischio sono donne sopra i 40 anni o sotto i 20, affette da diabete, con precedenti di ipertensione o disturbi renali e reumatici.
Purtroppo molte donne affette da pre-eclampsia non manifestano immediatamente sintomi e si accorgono di tale patologia solo quando misurazioni successive rivelano uno stato di ipertensione.
Questa situazione se non curata può degenerare fino a portare all’eclampsia, i cui effetti possono arrivare a determinare attacco apoplettico e possibile coma della madre con alto rischio per il feto.
Altra patologia molto diffusa è il diabete gestazionale. Durante la gestazione, la placenta produce un ormone, il lattogeno placentare, che interferisce con l’azione dell’insulina cercando di innalzare la glicemia.
L’azione di tale ormone viene contrastata dal pancreas, che per ovviare al problema tende a produrre quantità crescenti di insulina; molto spesso però questo aumento non risulta sufficiente e ciò si traduce in una ridotta tolleranza al glucosio e un conseguente aumento della glicemia.
Il meccanismo alla base del fenomeno è complesso: il feto che non riceva sufficiente nutrimento, infatti, tenderà ad innalzare la produzione del lattogeno così da avere più glucosio a disposizione. Il corpo della madre però non accetterà passivamente questa scelta e la contrasterà appunto con dosi crescenti di insulina. L’esito è una corsa agli armamenti che può creare diversi problemi.
La complicazione più grave della patologia è una crescita esagerata del feto, e i soggetti più a rischio sono donne oltre i 35 anni o che abbiano già sofferto di diabete gestazionale, in una precedente gravidanza, o madri in sotto o sovrappeso.
Dopo la ventesima settimana di gestazione nel 10-15% delle gravidanze si possono presentare casi di ipertensione gravidica, quando una donna presenta una pressione sanguigna oltre i 140/90, solo durante il periodo della gravidanza.
Una situazione di ipertensione ricordiamo che può degenerare in una situazione di pre-eclampsia e anche in questo caso sarà molto importante, tenere sotto controllo il peso corporeo e curare adeguatamente l’alimentazione.
Quelle descritte sono solo alcune tra le patologie, che possono causare problemi più gravi, ma i possibili disturbi in gravidanza sono molteplici: dall’anemia, spesso ricorrente, ai disturbi digestivi, intestinali, qualità del sonno, stasi venosa, emorroidi.
In tutti i casi la cura e l’educazione alimentare si rivelano fondamentali, non solo per garantire la salute della madre lavorando in prevenzione, ma anche per favorire un corretto sviluppo e la salute del feto. Ricordandoci che la tendenza dei medici GIFT e Ampas verso un uso limitato o nullo di farmaci soppressivi, in gravidanza diventa quasi un obbligo. In un certo senso si può dire che, avendo già pratica di controllo dell’uso dei farmaci, partiamo avvantaggiati.
Per aiutare le future mamme, Dieta Gift ha previsto dei protocolli specifici, con piani personalizzati di correzione alimentare, che tengono tra l’altro in considerazione sia nella gravidaza che nell’allattamento gli aumentati fabbisogni di alcuni nutrienti, sfatando però l’idea comune, che in gravidanza la madre debba “mangiare per due”. Garantire un corretto flusso di leptina nel corso dell’intera gravidanza sarà l’obiettivo primario del nutrizionista. Così come il controllo delle tossicità nei primi mesi, spesso causa di fastidiose nausee e vomiti, che possono essere notevolmente ridotte con poche attenzioni in più.
Oltre alla sana alimentazione possono talvolta venire in aiuto la fito e l’oligoterapia, ma come sempre svolgendo una funzione di supporto alla correzione alimentare, che rappresenta a tutti gli effetti il “farmaco” di riferimento.
La donna in gravidanza sarà monitorata con la bioimpedenziometria ad ogni controllo, per valutare che l’aumento di massa grassa, la ritenzione idrica, la massa muscolare, siano correlati alla settimana in corso, sottraendo in modo corretto il peso di feto e annessi, e leggendo in modo differenziale l’esito del test.
Una gravidanza sana è ciò che il nostro corpo desidera. Durante la gravidanza si modella epigeneticamente anche il DNA del bimbo in formazione, di cui la madre è in parte responsabile. Essere incinte non significa essere malate, ma essere in procinto di esprimere ciò che la nostra natura ha previsto e favorito. L’approccio alimentare GIFT, rispettoso delle tendenze naturali dell’essere umano, è il regime più adatto per attraversare al meglio questo difficile ma al tempo stesso esaltante perido della vita.

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