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Glutinomorfine e Caseomorfine

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Ciao Luca,
ti scrivo per avere un tuo parere in merito alla tesi che individua nella capacità dei peptidi derivanti dal glutine e dalla caseina di legarsi ai recettori oppioidi del cervello, generando piacere, torpore, ma anche – e soprattutto – assuefazione e dipendenza, il vero grande problema dell’alimentazione moderna: intendendo per moderna quella basata sulla dieta agricola, incentrata appunto su cereali, legumi e latticini. In contrapposizione abbiamo i modelli alimentari dei cacciatori-raccoglitori, costituiti invece essenzialmente da frutta, verdura, carne, uova, ecc.
Insomma, la Paleo Diet di Cordain o, per rimanere nei nostri confini, la Evo Diet di Cianti, che da personaggio di nicchia sta pian piano acquisendo sempre più visibilità. Entrambi gli studiosi (e se ne potrebbero citare altri) certo sostengono posizioni decisamente estreme, ma è innegabile che facendo una semplice autoanalisi di ciò che raramente rinunciamo a mangiare, di ciò che ci costa sacrificio escludere dalla nostra alimentazione.
Si gira, in effetti, sempre intorno a determinati cibi. Abitualmente si usa il termine “appetibilità”: la pasta è appetibile, un po’ di pane con del formaggio altrettanto, bere del buon latte caldo prima di andare a letto è per molte persone un ‘rito’. Non è che invece, sposando le tesi sopra ricordate, la questione è più complessa, problematica e non banalmente riconducibile al semplice fattore del gusto? Sarà banale, ma per la persona media modificare il consumo, di carne, pesce, uova, frutta o verdura non rappresenta un grosso problema: posso andare matto per le banane, ma se in casa ho solo pere o mele o kiwi… non casca il mondo; ho voglia di una frittata ma non ho uova, vorrà dire che ripiegherò su del tonno in scatola. E se invece manca la pasta o il pane e bisogna arrangiarsi con del riso o con del mais (entrambi privi di glutine)?
Scusa se l’ho fatta così lunga, ma penso che si tratti di questioni piuttosto ‘intriganti’, sulle quali in genere, mi sembra, si riflette poco. Ciò avviene perché in concreto sono problemi oziosi? Forse.
Spero potrai dedicarmi un po’ di tempo.
Un cordiale saluto,
Nico


Risponde il Dott. Luca Speciani

Gentile Nico,
il problema da te sollevato è ben presente alla mia mente, non solo per glutinomorfine e caseomorfine (di cui parlo già nel mio “Prevenire e curare la depressione con il cibo”, libro del 2008 o giù di lì..) ma anche e proprio per il discorso evolutivo ad esse sotteso. I cibi di difficile reperimento nel paleolitico (sale, grassi, zuccheri) dovevano generare in noi attivazione dei circuiti cerebrali di reward, per spingerci a cercarne in abbondanza, o ad approfittare di un’insolita insperata disponibilità. Il problema dunque non è l’esistenza dei circuiti di ricompensa o delle glutino o caseomorfine. Il problema è la raffinazione dei cibi (e l’insistenza con cui l’industria c’è lì propina) che decuplica o centuplica le quantità di questi innaturali alimenti nel nostro quotidiano.
In anni non sospetti ho scritto il seguente articolo, sui pericoli di queste droghe legali:
https://www.dietagift.it/notizie/ultime/zuccheri-grassi-e-sale-come-potenti-psicofarmaci.html
Il problema dell’ingrassamento, dell’infiammazione e delle patologie degenerative in genere parte tutto da lì.
A presto e “in guardia”..

Luca Speciani
www.dietagift.it
OMCeO MB 3489

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