di Luca Speciani
Lo troviamo aggiunto e con diversi nomi nei prodotti industriali, specialmente in quelli dedicati a bambini e ragazzi: ecco come evitare di consumarli in eccesso e le alternative sane.
Siamo il terzo paese al mondo per obesità infantile e le nostre istituzioni rimandano per l’ennesima volta la tassa sullo zucchero, lasciando mano libera a ossessive pubblicità televisive su biscotti, merendine, gelati e bibite gassate. Quali le possibili contromisure? Prima di tutto educative.
Quali alimenti evitare
L’Italia è il Paese delle mille eccellenze alimentari, dall’olio extravergine d’oliva al parmigiano reggiano, ma è anche il terzo Paese al mondo per obesità infantile. Un dato vergognoso, che punisce la sconsiderata gestione politica nazionale di prevenzione dell’ingrassamento, volta a proteggere gli interessi delle industrie dolciarie e della pasta, piuttosto che quelli dei cittadini.
Che la dieta (dal greco “dìaita”= abitudine, modo di vivere) sia il primo e più fondamentale metodo per costruire la nostra salute è ben noto, e quanti esperti dispensano consigli su cosa debbano o non debbano mangiare i nostri bambini e su quanto sia importante che non manchino loro i giusti apporti nutrizionali! Ma il messaggio non passa.
Il primo nemico da cui difendere la dieta dei nostri bambini: gli zuccheri. Caramelle, merendine, snacks, biscotti, gelati, ghiaccioli dalle forme e dai colori invitanti occhieggiano dagli scaffali dei negozi e dei supermercati, dai banconi dei bar, dai distributori automatici presenti nelle scuole, palestre, stazioni, uffici e persino cliniche e ospedali. Come resistere? Anche i genitori più attenti e motivati barcollano di fronte all’insistenza dei loro piccoli.
E via con succhi, thè, yogurt da bere: sono ben pochi i prodotti che non contengano spropositate quantità di zuccheri, spesso addirittura abbinati fra loro. Saccarosio, fruttosio, glucosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, destrosio, lattosio, maltosio, mannitolo, maltitolo, isomalto, sorbitolo, xilitolo; e ancora, edulcoranti artificiali nella preparazione dei prodotti alimentari destinati all’infanzia, i cui nomi più comuni sono: sucralosio, aspartame, acesulfame, saccarina, ciclamato, stevia, eritritolo.
Il 70% degli avvisi commerciali trasmessi in televisione e con il maggior spazio pubblicitario invoglia a consumare bevande e alimenti con eccessivo contenuto di zuccheri, grassi e sale. Il mercato fa leva su un aggressivo marketing che cerca di convincere i genitori a impiegare in cucina il minor tempo possibile, lasciando che prodotti costituiti principalmente da zuccheri, farine raffinate e grassi di scarsa qualità, diventino la merendina “ideale” per la colazione, la merenda e lo spuntino dei piccoli.
Il problema dei picchi glicemici
Il problema è serio e i guai, oltre che futuri, sono anche immediati: gli alimenti fortemente zuccherati inducono un repentino aumento della glicemia (cioè il quantitativo di zucchero circolante nel sangue) a cui segue immediatamente una intensa risposta insulinica (l’ormone che è incaricato di togliere lo zucchero in eccesso dal sangue per darlo ai tessuti periferici, che lo utilizzano, e stoccare quello in eccesso nel tessuto adiposo, che in questo modo aumenta); a questo punto, la glicemia si abbassa molto rapidamente e genera una ipoglicemia riflessa (bassa concentrazione di zucchero nel sangue) responsabile di una istantanea sensazione di fame che, a sua volta, spinge il bimbo a chiedere ancora cibo.
Numerosi poi i lavori scientifici che associano tantissimi disturbi comportamentali e reazioni iperemotive (nervosismo, agitazione, ansia, scarsa concentrazione, ipereccitabilità) a situazioni metaboliche di continue iper-ipoglicemie e alla “danza” scatenata dei relativi ormoni. Poche e semplici regole per i nostri figli quindi:
- Togliere, o controllare al massimo, l’introito di zuccheri abituando il loro gusto a sapori più sani quali il miele, la frutta matura, i datteri, l’uvetta;
- Cercare di cucinare in casa il maggior numero di piatti possibile e scegliere personalmente gli ingredienti;
- Abituare bambini e ragazzi a effettuare una colazione ricca e completa, che comprenda frutta e proteine, oltre ai carboidrati (che è indispensabile siano integrali per mantenere intatti i nutrienti presenti nel chicco integro).
Per colazione, spazio alle buone torte e ai biscotti fatti in casa con farine integrali e miele (cheese-cake, torta alle carote, alle nocciole, alle noci, tiramisù, crostate alla frutta) ma anche – perché no – a un toast con pane integrale o a una piadina (sempre integrale), il tutto accompagnato da una spremuta o da un centrifugato; come spuntino a scuola e a merenda un bel frutto fresco ed eventualmente una manciata di frutta secca; a pranzo e cena, infine, un mix di proteine-carboidrati (integrali) e vegetali secondo i gusti e la fantasia del momento. Se è vero che l’amore passa anche attraverso il dare nutrimento, quale migliore messaggio d’amore se non il prestare attenzione e cura nello scegliere e nel preparare ciò che è destinato a loro? Lasciare che i nostri bambini crescano in un ambiente appositamente creato per favorire il consumo di cibi industriali, raffinati ed edulcorati è una colpa grave. Di cui prima o poi i responsabili della salute pubblica che (a nostre spese) invece di vigilare hanno dormito, saranno chiamati a rispondere.